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La localizzazione come "post-design"

Articolo in collaborazione con Game Global

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Game Global

Felicissimo di annunciare questa piccola ma proficua collaborazione con Game Global (gameglobal.events), una bella realtà nel mondo della localizzazione per i videogiochi che organizza eventi da ben 20 anni. Vi invito a seguirli da vicino, ci sono delle belle riflessioni anche per gli appassionati di storytelling come noi. Supportateli e provate a scoprire di cosa si occupano: è in arrivo anche una tavola rotonda programmata per il 3 dicembre, a cui parteciperanno numerose personalità del settore.


Vi lascio un brevissimo estratto del mio post (in inglese) e il link per poter accedere alle versione completa. Buona lettura!


"Think of videogame translators. Give them a face. In my opinion, they are soldiers. If the post-production of a game were a battlefield, translators would be specialized soldiers in camouflage, sent for reconnaissance in an unknown territory with little information on the enemy outposts. Their knowledge of the war scenery will possibly condition the entire upcoming battle. Their mission: to be undetected, whatever the cost."...


Per accedere all'articolo completo, cliccate qui.


E grazie. Col vostro supporto sono ancora più motivato.



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